I tassisti romani protestano per la nuova legge che limita a 30 km orari la velocità nel centro storico. Con il Campidoglio che ha deciso di attendere il 15 febbraio per trasformare l’esperimento in qualcosa di strutturale, con la possibilità di aggiungere anche altre vie, al di fuori della cerchia del centro.
Loreno Bittarelli, presidente di IT Taxi, cooperativa che fa girare su Roma circa 4.500 mila dei 12 mila taxi totali a livello nazionale, esprime le sue preoccupazioni: “Siamo in attesa. Se i presupposti sono quelli della maggiore sicurezza, non si può essere contrari. Ma, come al solito, io vedo la sicurezza come una scusa, mentre il vero obiettivo è fare cassa, con autovelox magari nascosti. E poi ho sentito troppi controsensi nelle parole dell’assessore Patanè: ci vedremo superare dai monopattini, mentre noi siamo in fila indiana. Loro magari commetteranno infrazioni, anche perché l’assessore ha chiesto di non introdurre il casco obbligatorio per i guidatori dei monopattini, che girano senza targa e raggiungono anche i 50-60 km orari”.
C’è malcontento, insomma: “Sarebbe stato più logico se i taxi fossero stati esonerati, ma non perché vogliamo andare a 100 all’ora, ma almeno avrebbero potuto lasciarci il limite dei 50. L’utente che prende il taxi, va di corsa e se non va spedito, non è soddisfatto del servizio. È assurdo per me quindi questo provvedimento. Ieri sera, di notte, ho provato ad andare a 40, ma mi sembrava di essere fermo. Mi sembra una cosa ridicola. Penso sia più pericolosa una buca per un monopattino. Non dimentichiamo, poi, che Roma è fatta di discese e salite, neanche te ne accorgi se superi i 30 orari”.
Bittarelli confida un altro particolare: “Noi non siamo stati minimamente interpellati, siamo ai margini della discussione. Per il momento, non abbiamo in programma iniziative, ma non le escludo in futuro”. La parola più comune che esce dalle labbra del numero uno di IT Taxi è: “penalizzazione”.
“L’utente vuole sapere il prezzo che paga, noi oggi non possiamo garantirlo. Avevamo sostenuto un emendamento, presentato all’interno del ddl Concorrenza da due senatori, ossia la possibilità di introdurre, per i taxi contattati tramite app, un prezzo predeterminato. Non un obbligo, ma una possibilità, sia da parte del cliente, sia da parte del tassista di essere inserito in questa lista. Chi contattava il nostro servizio, tramite app, poteva insomma decidere di accettare o andare, come di solito, secondo tariffa. Sono stati gli stessi sindacati a ostacolare l’emendamento, era un piccolo segnale per dare più garanzie. Era un modo per non lasciare tutto il mercato agli Ncc, come succede adesso”.
Il provvedimento influirà anche sull’uso della metropolitana: “Laddove ci sono fermate comode, chi si sposta preferirà questo mezzo perché sarà più veloce del taxi”. “Noi siamo sicuramente i più penalizzati. Almeno nelle corsie preferenziali, come detto, ci potevamo lasciare il limite dei 50. Purtroppo non ho tanta fiducia sulla riduzione degli incidenti. Credo che si creeranno solo più ingorghi. E’ vero che in alcuni vicoletti del centro storico, già oggi non si arriva a 30, ma per esempio su corso Vittorio Emanuele andare incolonnati a 30 km orari mi sembra inutile e difficile. Se il provvedimento andrà a intaccare in maniera forte la categoria, intraprenderemo iniziative per contrastare queste scelte”.



