Negli ultimi giorni alcune organizzazioni sindacali del comparto taxi hanno diffuso una lettera indirizzata a Ministri e Parlamentari della Repubblica, contenente affermazioni del tutto false e fuorvianti sul contenuto dell’emendamento 4.0.2 (Scurria–Maffoni) al DdL Concorrenza.
Tale documento, costruito su argomentazioni ideologiche e non tecniche, tenta di screditare un provvedimento equilibrato e di buon senso, che rappresenta invece un passo avanti per la modernizzazione del servizio taxi e una garanzia sia per i tassisti che per i cittadini.
Unione dei Radiotaxi d’Italia (URI) respinge con fermezza queste distorsioni e ha diffuso una replica ufficiale, firmata dal Presidente Loreno Bittarelli, per ristabilire la verità dei fatti.
Nel comunicato si chiarisce che l’emendamento 4.0.2 non introduce alcuna tariffa alternativa né legata all’andamento del mercato, ma prevede semplicemente la possibilità di predeterminare il prezzo della corsa sulla base della tariffa comunale, sotto la vigilanza dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART).
Tutto rimane pienamente pubblico, trasparente e tracciato.
Il cittadino saprà in anticipo quanto pagherà e il tassista avrà la certezza del pagamento.
Si tratta, dunque, di una norma che rafforza — e non indebolisce — il servizio taxi come servizio pubblico essenziale, introducendo una modalità operativa moderna e già adottata in diversi Paesi europei come Spagna, Germania e Norvegia, dove ha portato maggiore fiducia e trasparenza.
URI denuncia come gravemente irresponsabile il tentativo di intimidire la politica con falsità, ricordando che un simile atteggiamento non difende la categoria, ma la indebolisce e la isola dal cambiamento in corso.
L’emendamento 4.0.2 è una riforma equilibrata e necessaria, che tutela i lavoratori e i cittadini e consente al taxi italiano di entrare nel mondo digitale a testa alta, con regole pubbliche e sotto controllo nazionale.



