La pubblicazione delle prime sintesi giornalistiche sullo studio della Fondazione Filippo Caracciolo ha riacceso il dibattito sul servizio taxi a Roma. URI – Unione dei Radiotaxi d’Italia – ha scelto di analizzare con rigore le informazioni diffuse, integrandole con le principali fonti ufficiali: ACoS 2024–2025, Rapporto sulla Mobilità 2024 di Roma Servizi per la Mobilità, dati INRIX e confronti europei.
Il quadro che emerge è molto diverso dalla narrazione semplificata che spesso ricorre nel dibattito pubblico. La qualità del servizio taxi continua a essere apprezzata dagli utenti: le indagini ACoS mostrano valutazioni stabili e superiori alla sufficienza, con picchi elevati nelle aree dove il trasporto pubblico è meno capillare. Professionalità, cortesia, conoscenza dei percorsi, confortevolezza dei veicoli e sicurezza percepita sono gli elementi più riconosciuti dagli utenti, romani e non.
Il vero elemento di contesto è un altro: Roma sta attraversando una fase di congestione e cantierizzazione senza precedenti. Il traffico è tra i più intensi in Europa, con velocità medie paragonabili a quelle delle zone a traffico fortemente calmierato; i cantieri interessano i nodi più delicati della città – da Piazza Venezia a Termini, dal Vaticano a Trastevere – e la rete viaria soffre una struttura estesa e fragile, con una rete portante ridotta che non riesce ad assorbire i flussi.
In questo scenario anche una flotta potenziata di oltre il 20% non può produrre miglioramenti percepibili ovunque e in ogni momento della giornata. Nelle ore di domanda debole la flotta risulta sovradimensionata; nelle ore di punta viene invece “bloccata” dalle condizioni del traffico. Non è la disponibilità a mancare: sono le condizioni della rete a impedirne l’utilizzo efficiente.
I confronti internazionali mostrano poi un dato significativo: Roma ha più taxi per abitante di Londra, Parigi e Berlino. Non è quindi la flotta a essere insufficiente. Sono le condizioni operative della città – la sua morfologia, l’estensione, la pressione del traffico e dei cantieri – a generare criticità che nessun aumento del numero dei taxi può risolvere da solo.

URI ritiene essenziale che la discussione pubblica tenga conto di questo contesto. I tassisti non sono la causa della congestione: ne sono una delle prime vittime. La qualità del servizio c’è e viene riconosciuta; ciò che manca è un ambiente di mobilità adeguato alla scala della Capitale.
Per questo URI rinnova la propria disponibilità a lavorare con le istituzioni per sviluppare analisi fondate su dati verificabili e contribuire a un modello di mobilità più moderno, fluido e trasparente. Perché solo intervenendo sulla viabilità, sulla cantierizzazione e sulla gestione dei flussi sarà possibile valorizzare pienamente l’impegno quotidiano di chi opera nel servizio taxi e migliorare l’esperienza di cittadini, city user e visitatori.
A questo link potete scaricare la nostra relazione.
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