URI – Unione dei Radiotaxi d’Italia ha scritto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per rappresentare la grave situazione che il settore taxi sta affrontando a causa dell’eccezionale incremento dei prezzi dei carburanti, aggravato dalle tensioni internazionali e dall’instabilità dei mercati energetici.
Per migliaia di imprese taxi, in larga parte individuali e familiari, il carburante costituisce una delle principali voci di costo dell’attività. Al 21 agosto 2026 il prezzo medio nazionale self-service ha raggiunto 2,005 euro al litro per la benzina e 2,122 euro al litro per il gasolio, con un impatto diretto e immediato sulla sostenibilità economica del servizio.
Nella lettera URI richiama gli strumenti già previsti dall’ordinamento a favore del settore e i precedenti interventi adottati dal Governo in occasione di eccezionali aumenti dei prezzi petroliferi, evidenziando inoltre le misure recentemente riconosciute al comparto dell’autotrasporto.
In particolare, URI chiede al Governo il rafforzamento dell’agevolazione sulle accise già prevista per il settore taxi e l’introduzione di un credito d’imposta straordinario, commisurato all’aumento della spesa sostenuta per benzina e gasolio rispetto ai valori precedenti all’attuale crisi.
L’Unione ha inoltre chiesto l’apertura urgente di un confronto con le organizzazioni maggiormente rappresentative della categoria, affinché possano essere individuate rapidamente misure concrete e immediatamente applicabili.
L’obiettivo non è ottenere un trattamento privilegiato, ma garantire anche al servizio taxi strumenti di compensazione già riconosciuti, in circostanze analoghe, ad altri settori del trasporto professionale.
Un intervento tempestivo consentirebbe di tutelare la sostenibilità delle imprese taxi, salvaguardare la continuità del servizio e limitare il rischio che l’aumento dei costi energetici finisca inevitabilmente per riflettersi sulle tariffe e, quindi, sull’utenza.



