URI – Unione dei Radiotaxi d’Italia esprime forte preoccupazione per l’ipotesi di una nuova chiusura di viale dei Fori Imperiali, nel tratto compreso tra Largo Corrado Ricci e Piazza del Colosseo, con estensione del divieto anche al servizio taxi.
Una scelta di questo tipo, qualora confermata, rischierebbe di produrre un effetto immediato e facilmente prevedibile: allungamento dei percorsi, aumento dei tempi di percorrenza, maggiore pressione sulla viabilità alternativa e ulteriore congestione in aree già critiche come Piazza Venezia.
Il punto non è soltanto operativo. È una questione di visione della mobilità urbana.
I taxi sono parte integrante del trasporto pubblico non di linea e garantiscono ogni giorno un servizio essenziale per cittadini, lavoratori, turisti, persone anziane e utenti con ridotta mobilità. Impedirne il transito su un asse strategico del centro storico significherebbe ridurre l’accessibilità reale della città, proprio in una delle aree più delicate e frequentate di Roma.
Appare quindi difficile comprendere perché, sul medesimo tratto, possano continuare a transitare autobus del trasporto pubblico, mezzi di soccorso, ambulanze, Polizia Locale, mezzi per la raccolta dei rifiuti, vetture diplomatiche e auto di scorta istituzionale, mentre si ipotizzi di escludere proprio i taxi.
Se l’obiettivo è tutelare e valorizzare l’area dei Fori Imperiali, tale finalità deve essere perseguita attraverso soluzioni equilibrate, non attraverso misure che rischiano di scaricare nuove criticità su utenti e viabilità cittadina.
URI chiede pertanto a Roma Capitale di mantenere la possibilità di transito taxi su viale dei Fori Imperiali, evitando una decisione che finirebbe per penalizzare il servizio pubblico, aggravare la congestione e rendere meno efficiente la mobilità nel cuore della Capitale.
URI conferma la propria disponibilità a un confronto tecnico con l’Amministrazione, nella convinzione che la tutela del patrimonio urbano e l’efficienza della mobilità pubblica non debbano essere considerate obiettivi alternativi, ma responsabilità da governare insieme.
Clicca QUI per scaricare la lettera inviata a Roma Capitale.



