Negli ultimi giorni diversi tassisti di Roma hanno segnalato controlli su strada durante i quali è stato richiesto di esibire un certificato di idoneità alla mansione, con attestazione di assenza di dipendenze da alcol o sostanze stupefacenti. In alcuni casi, in mancanza del certificato, è stato anche consegnato un verbale con invito a presentarlo presso il Comando dei Carabinieri.
Si tratta di una situazione che, se non chiarita rapidamente, avrebbe potuto estendersi e diventare un problema serio per l’intera categoria, introducendo di fatto un obbligo non previsto dalla normativa.
URI è intervenuta immediatamente, effettuando le necessarie verifiche giuridiche. Da queste è emerso con chiarezza che i tassisti che operano come lavoratori autonomi non sono soggetti all’obbligo di sorveglianza sanitaria previsto dal D. Lgs. 81/2008 e non devono né possedere né esibire certificazioni sanitarie di questo tipo.
Sulla base di questi elementi, URI ha avviato un confronto diretto con l’Autorità competente, fornendo il quadro normativo completo e richiamando anche le sentenze del TAR Lazio che, già nel 2012, avevano escluso obblighi analoghi per taxi e NCC.
A seguito degli approfondimenti, l’Autorità ha preso atto della correttezza delle argomentazioni e ha ritenuto superate le richieste avanzate nei confronti dei tassisti coinvolti.
Questo intervento ha permesso di evitare che si consolidasse un’interpretazione errata della normativa, che avrebbe potuto avere conseguenze rilevanti per tutti i tassisti.
URI continuerà a monitorare con attenzione situazioni analoghe, intervenendo con tempestività per garantire chiarezza delle regole e tutela della categoria.
Si ringrazia il Comando dei Carabinieri per la disponibilità al confronto e per l’attenzione dimostrata, che hanno consentito di arrivare rapidamente a una soluzione chiara e condivisa.



